Altre professioni sanitarie

La diffusione e l’implementazione dei servizi territoriali e di prossimità diviene sempre più stringente ed essenziale nel contesto attuale caratterizzato da un indice di vecchiaia elevato, da percentuali di anziani residenti in assistenza domiciliare e percentuale di anziani assistiti in RSA tutti sopra la media regionale, da una distribuzione della popolazione in piccoli centri e da una scarsa densità abitativa nel territorio. La radiologia domiciliare si inserisce nel più ampio contesto della diagnostica domiciliare (telemedicina) e può essere pensata come valida alternativa alla prestazione; in ambito ospedaliero non solo per i pazienti fragili, ma anche per i pazienti in isolamento per infezione accertata o sospetta Covid-19. Le professioni sanitarie interessate all’attivazione di un servizio sperimentale domiciliare con una conseguente riorganizzazione complessiva, si individuano nel loro complesso nelle Professioni Sanitarie Tecniche (diagnostico/assistenziali) della Riabilitazione e della Prevenzione, nell’Ostetricia territoriale anche attraverso un contesto progettuale di equipe multi professionale.

  • FISIOTERAPISTA DI COMUNITÀ 

    I bisogni di salute e con essi i bisogni riabilitativi sono cambiati con la trasformazione epidemiologica intervenuta nel corso degli ultimi decenni. La capacità del sistema socio-sanitario di assicurare le risposte corrette sarà direttamente legata allo sviluppo di modalità innovative nell’erogazione degli interventi, alla valorizzazione di nuove e diverse competenze dei professionisti e del loro agire in modo complementare. L’istituzione della figura del fisioterapista di comunità mira sia alla prevenzione, sia al miglioramento della gestione delle malattie croniche/neurodegenerative in ogni loro stadio e produce effetti positivi sia per la salute dei cittadini, sia per la sostenibilità stessa del sistema, realizzando una maggiore appropriatezza dei percorsi e una riduzione delle spese assistenziali. Il fisioterapista di comunità ha come focus un intervento di prevenzione/riabilitazione, con adeguamenti del contesto abitativo e sociale, con attività mirate alla gestione appropriata dell’assistenza post-chirurgica, allo sviluppo di strategie di self-management e programmi di auto cura, gestiti secondo la logica di appuntamenti funzionali programmati.

  • OSTETRICA TERRITORIALE 

  • L’emergenza epidemiologica da Coronavirus ha evidenziato ancora di più la necessità e l’urgenza di dover ricorrere ad una medicina territoriale, aprendosi anche a sperimentazioni domiciliari. Il potenziamento delle cure primarie di base domiciliari e territoriali per la sorveglianza della gravidanza, del puerperio ed il supporto all’allattamento al seno, concorrono alla diminuzione degli accessi ai servizi e dei contagi da Covid-19 per mamme, bambini e famiglie. L’istituzione del modello di “care ostetrica” per le situazioni di gravidanza, parto e puerperio a basso rischio in fase di emergenza Covid-19 e post-Covid-19 consentirà il miglioramento dell’offerta sanitaria domiciliare/territoriale in area ostetrica/neonatale in termini di appropriatezza, efficacia e soddisfazione dell’utenza. L’obiettivo è migliorare la presa in carico delle donne sul territorio: è fondamentale quindi l’implementazione del modello di ostetrica di famiglia, di comunità e l’implementazione dell’assistenza ostetrica in autonomia nelle gravidanze a basso rischio ostetrico, anche attraverso l’attivazione di ambulatori gestiti autonomamente da questa figura professionale. È opportuno porre l’attenzione sul tema dell’allattamento materno e, in generale, su quello della salute della donna e della famiglia per migliorare la qualità dell’assistenza da parte dell’ostetrica alle donne nel periodo perinatale, in particolare nella fase del post natale per quanto concerne l’allattamento materno e la prevenzione della Blue Syndrome. In tale visione, l’ostetrica è il cardine dell’assistenza di prossimità alle donne che, come dimostrano i dati più recenti, sono la fetta di popolazione più longeva ma, anche quella con più patologie e che fa maggior ricorso a dispositivi medici e cure farmacologiche.